Twiga Beach, countdown per l'apertura a Otranto. Briatore: difficoltà nel reperire personale qualificato

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Si lavora a ritmi serrati presso il 'canalone' del borgo idruntino per arrivare puntuali all'apertura dell'esclusivo lido Twiga Beach Club a marchio Briatore che promette faville per l'estate 2017, ma secondo l'imprenditore c'è difficoltà a trovare il personale qualificato.


Flavio Briatore
Flavio Briatore

Otranto. È ancora tutto in corso d’opera, in quel di Otranto, si lavora giorno e notte pur di arrivare puntuali all’apertura estiva dell’esclusivo Twiga Beach Club a marchio Briatore ma, a tenere banco in queste ore, sono le ultime dichiarazioni rilasciate in tv dall’imprenditore di Verzuolo che come da prassi, ormai, non sono passate indifferenti alle orecchie di detrattori e sostenitori.
  
"Stiamo aprendo a Otranto ed è difficilissimo trovare personale qualificato – aveva detto ai microfoni di Carta Bianca – i miei manager, cui ho chiesto di tornare, si sono praticamente rifiutati, vogliono rimanere a Londra, Dubai, Montecarlo, anche perché al sud non abbiamo nessuna struttura alberghiera o scuole alberghiere; ci sono a Losanna dove insegnano gli italiani”.
 
“Il Sud Italia, votato al turismo – aveva poi continuato – dovrebbe essere la Florida d'Europa. E invece non ci riusciamo perché i giovani laureati, quelli bravi, lasciano il sud e non vogliono più tornare indietro. Al sud sono rimasti solo gli sfaticati".
  
Apriti cielo! I post su Facebook, Twitter e su ogni social network utile per commentare le parole dell’impresario piemontese non si contavano già più un attimo dopo essere state pronunciate.
 
Era già successo sette mesi fa quando, in occasione dell’incontro ‘Prospettive a Mezzogiorno’ ebbe a dire che “musei e masserie non portano ricchezza giacché i turisti vogliono hotel di lusso sul mare” ma, a quanto pare, mentre le chiacchiere stanno a zero, lui pare deciso a proseguire dritto per la sua strada senza rinnegare una sola virgola della sua filosofia imprenditoriale.
 
Certo, Mr Billionaire non sarà uno scienziato plurilaureato come tanti ne potremmo citare, ma è pur vero che, dati alla mano, negli anni ha dimostrato di saperci fare più lui di tanti altri "studiati" e luminari del settore e, nel mondo reale, la differenza è il pragmatismo a farla, non sicuramente i diplomi appesi nella propria cameretta.
 
Vero è pure, inoltre, che il Salento non può più continuare ad arroccarsi su un’idea di turismo di massa e per lo più disorganizzata come quella che ha finora perseguito, soprattutto a fronte della sua stretta vicinanza con altrettante meravigliose realtà pugliesi (Valle d’Itria in primis) che, bisogna ammetterlo, si sono rese capaci di proposte che attraggono vip, sovrani e capi di Stato da tutto il mondo
  
Perché il turismo, e Briatore su questo ha ragione da vendere, deve essere inteso non solo per le tasche di chi non può permettersi altro che friselle e negroamaro ma, anche, per chi vuole ostriche e champagne a colazione, a pranzo e a cena nonostante, questo, possa dare fastidio a qualche nostalgico delle lotte di classe.
Sia chiaro, il nostro territorio è liberissimo di continuare a fare altrimenti preservando un contesto (passateci il vernacolo) "casa e putea", l'importante, però, è non lamentarsene in seguito giacché è chiaro che, qui da noi, dove la politica e le istituzioni hanno racimolato più fallimenti che successi, sviluppo e lavoro può ormai portarceli solamente chi i soldi, quelli veri, ce li ha e ha intenzione di investirli, non di certo il semplice impiegato che spende 1500 euro in nero per affittare un monolocale presso cui trascorrere la settimana di ferragosto e che, bene che gli vada, si accontenterà di portare la famiglia ad accalcarsi con altrettanti milioni di vacanzieri sul meraviglioso e affollato litorale di Pescoluse e Torre Vado.
 
Questo non vuol dire che, come Briatore, anche noi non riusciamo a comprendere come si possa vivere con un dignitosissimo stipendio da 1200 euro al mese, ci mancherebbe!, ma gli va dato atto che non sono queste le cifre in grado di smuovere l'economia di un territorio che conta quasi un milione di abitanti.
  
di Luca Nigro

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1 commento
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  antonio
Commenti: 30

utente dal 31/08/2016
ottimo articolo. E' confortante sapere che in Puglia non sono tutti NO