​Ogni anno da secoli, a Giurdignano si rinnova il rito delle Tavole di San Giuseppe

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Sono circa 60 le tavole preparate in onore di San Giuseppe dalle famiglie di Giurdignano che potranno essere visitate dai fedeli dal pomeriggio del 18 marzo, fino a mezzogiorno del 19. Ma le mense sacre non sono l'unico appuntamento previsto nel comune salentino.


Una tipica tavola di San Giuseppe
Una tipica tavola di San Giuseppe

Giurdignano. Un week end all’insegna della devozione e della tradizione enogastronomica locale quello previsto a Giurdignano nei giorni 18 e 19 marzo, in cui rinnova il rito delle Tavole di San Giuseppe, delle mense sacre e benedette, che ogni anno da secoli si preparano in onore del Santo.
  
L’origine delle tavole non ha una datazione precisa, secondo alcuni studiosi la nascita delle tavole è legata ai monaci bizantini che offrivano protezione e pasti caldi ai poveri. Un’altra ipotesi la farebbe risalire a un’usanza feudale che legava il signore ai poveri, altri, invece, la associano alle “Confraternite” di San Giuseppe che imbandivano le tavole a favore dei poveri.
 
La popolazione di Giurdignano, ogni anno, continua a tramandare la propria devozione e l'amore per la propria terra con generosità, nel piccolo centro alle porte di Otranto, infatti, sono circa 60 le tavole private che nei giorni 18 e 19 marzo saranno imbandite, coinvolgendo l’intera comunità.
 
Storicamente i devoti preparano la tavola del Santo o per grazia da ricevere o per grazia ricevuta, i santi possono variare da 3 a 13, sempre in numero dispari, in ricordo dell’ultima cena.
 
In genere le persone che interpretano i santi sono scelti dalla padrona di casa tra i parenti più stretti, si dice, infatti, che “San Giuseppe ole i soi soi”, in rappresentanza della Sacra Famiglia i personaggi sono: San Giuseppe, la Madonna e Gesù bambino e a seguire i vari Santi Gioacchino e Anna, Elisabetta ecc.
  
Le tavole si consumano a mezzogiorno del 19 marzo e da secoli seguono dei riti specifici, possono essere crude o cotte anche per l’allestimento si osservano delle regole ben precise.
  
Tra i piatti troviamo i vermicelli con i ceci che ricordano il narciso il colore della primavera, i bucatini al miele con mollica di pane fritta, il pesce che simboleggia il Cristo, rape, cavolfiori, “pampascioni”, alcune primizie che simboleggiano il passaggio dall’inverno alla primavera e poi del caratteristico pane a forma di ciambella, olio vino, miele, ogni piatto ha un significato simbolico ben preciso.
  
Già in questi giorni, alcuni devoti stanno distribuendo del pane appena sformato in tutto il paese, pagnottine benedette in onore del santo, proprio perché il pane è protagonista della festa e simbolo di amore e condivisione.
  
Il pane è il segno che accomuna Giurdignano ad altri paesi e negli ultimi anni l'amministrazione comunale si è gemellata con altri comuni che festeggiano San Giuseppe. Importante è il gemellaggio con Matera, capitale europea della cultura, che ha partecipato alla festa nel 2015 a Giurdignano con una folta delegazione materana.
  
Sabato sera intorno alle 18 le “taule” dopo essere state benedette, potranno essere visitate dai viandanti, in Piazza la Pro loco imbandirà una grande tavolata, si potrà partecipare alle numerose “Tavole” realizzate nei caratteristici vicoli o case a corte del paese aperte fino al mezzogiorno della domenica.
   
Nella sera del sabato, dopo il rito della consumazione, si aprirà la sagra in onore di San Giuseppe con la degustazione di pietanze tipiche, la festa sarà allietata da musiche folkloristiche locali.
  
Nell’ambito del progetto Storia e Mito del Sac Porta d’Oriente, al primo piano del Palazzo Baronale, sarà imbandita una tavola semipermanente dalla famiglia Mauro, in collaborazione con l'amministrazione comunale e diverse associazioni, dove il sindaco Monica Gravante svolgerà il ruolo di Santa Elisabetta.
  
La tavola rimarrà in esposizione nelle sale del Palazzo Baronale a turisti e visitatori per un intero anno, una forma di opera d'arte  e di promozione delle nostre tradizioni – sottolinea la prima cittadina- che merita di essere conosciuta e valorizzata in ogni giorno dell'anno”.
 
Nel pomeriggio del 18, sarà inoltre presentato il libro “Viaggio lento nel Salento”, di Emanuela Rossi, il racconto del viaggio che si svolge, a piedi, ogni anno a marzo alla scoperta delle “taule” di San Giuseppe, delle antiche tradizioni, dei sapori e dei paesaggi del territorio.
  
In onore di San Giuseppe artigiano anche quest'anno Kutra organizza il mercatino di artigianato artistico salentino in collaborazione con l'amministrazione comunale, con artigiani salentini di pregio, visitabile nella sala a piano terra del palazzo baronale, nel pomeriggio sino alla mattinata del 19.
  
La celebrazione religiosa, invece, verrà onorata il lunedì 20 pomeriggio con la cerimonia della santa messa e il rito della processione in onore del santo.
  
di Anna Manuela Vincenti  

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