Il progetto e i grandi numeri: il 2016 del Lecce tra vecchie delusioni e nuove speranze

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Dalla semifinale playoff persa contro il Foggia al primo posto conquistato dopo l'ultima vittoria ad Agrigento: l'anno che va in archivio per il Lecce Ŕ quello della programmazione della societÓ di Tundo e Sticchi: le speranze promozione sono nelle mani di Meluso e Padalino.


Padalino e la dirigenza giallorossa
Padalino e la dirigenza giallorossa

Lecce. Va in cantina un altro anno che per gli appassionati di calcio e i tifosi salentini è stata una vera altalena di emozioni: in estate la Nazionale di Antonio Conte, guidata da Graziano Pellè, sfiora l’impresa nei Campionati Europei, mentre il Lecce ha visto dapprima sfumare la promozione in Serie B, ancora una volta, dalla lotteria dei playoff, poi si è lanciato in un nuovo progetto, affidato al duo Meluso-Padalino, che ha riacceso l’entusiasmo tra i tifosi. In Serie D il Nardò è passato dal sogno di ripescaggio in Lega Pro in estate, alla partenza shock con mister Maragliulo: oggi i granata rialzano la testa con in panchina Foglia Manzillo. Nei dodici paragrafi che seguono, i dodici mesi del 2016 in casa Lecce.
  
Gennaio: dopo il successo al cardiopalma contro il Benevento firmato Davis Curiale, il nuovo anno del Lecce si era aperto con l’ennesimo abbraccio tra la squadra di capitan Papini e i tifosi nel primo allenamento utile del 2016 allo stadio ‘Via del Mare’ in occasione della gara amichevole contro il Gallipoli. Ma il vero botto di inizio anno era quello dell’arrivo di Salvatore Caturano, primo rinforzo della sessione di calciomercato. Quel Caturano preso in prestito come buon ricambio per Moscardelli, proveniente dall’Ascoli con la targhetta di capocannoniere della stagione precedente con la maglia del Melfi. Il nuovo arrivato timbra subito il cartellino grazie alla rete contro la Lupa Castelli Romani, nella gara terminata poi 1-1, punteggio amarissimo. Segue un altro scialbo pareggio a reti bianche contro l’Andria, fino alla prima vittoria del nuovo anno contro la Juve Stabia, mentre prosegue il mercato con le cessioni di Lo Bue e Diop e gli arrivi di Lo Sicco. Contro la capolista Casertana termina con un pareggio discusso dopo la mancata omologazione del risultato a seguito del caos-guardalinee.
 
Febbraio: il mese si apre con la goleada contro il Martina Franca che riaccende gli entusiasmi in Salento, cui fa seguito lo 0-0 del ‘Massimino’ di Catania (con rigore fallito di Moscardelli). L’apice lo si raggiuge il 20 febbraio quando, davanti a 18mila spettatori, a Lecce arriva il Foggia. Finisce 3 a 1 per i giallorossi che, grazie alle reti di Lepore, Curiale e Sowe, vanno al comando della classifica insieme al Benevento. Tris calato anche una settimana più tardi a Ischia, che però porta con se la squalifica per tre turni al tecnico Piero Braglia.
 
Marzo
: contro il Melfi Caturano mette a segno il più classico gol dell’ex in pieno recupero, ma questo non basta per avere la meglio contro i gialloverdi. Segue la vittoria in trasferta a Monopoli grazie a un colpo di testa di Alcibiade che rimanda in orbita i salentini. Nel posticipo del 21 marzo, la primavera porta in dote il 4 a 0 del Lecce contro il Catanzaro, fino alla rocambolesca sfida a Cosenza. Nel bigh match, infatti, il Lecce vince per 4-3 in una altalena di emozioni che riavvicina i giallorossi al comando.
 
Aprile: dopo pochi giorni dal “pesce d’aprile” il Lecce tira uno scherzetto niente male ai suoi tifosi, perdendo in casa contro il Matera in quella che per molti è stata la gara che ha segnato, in negativo, il rush finale della stagione dei salentini. La promozione diretta diviene un vero e proprio miraggio dopo lo 0-0 casalingo contro l’Akragas che allontana ancora Salvi e soci dal primo posto. Intanto, sul fronte societario, il presidente Enrico Tundo annuncia di voler rafforzare la compagine dirigenziale e afferma di voler puntare anche a un centro sportivo di proprietà: sarà Martignano. Sul campo, però, il Lecce raccoglie solo un altro misero punto a Messina, fino a ritrovare i tre punti nella tirata gara contro la Paganese, decisa da un gran destro di De Feudis. Il 30 aprile, però, nella penultima giornata il Lecce fa visita alla capolista Benevento con l’intento di rovinare la festa-promozione. I campani però si impongono nettamente (3-0) conquistando così la prima storica Serie B. Il Lecce riesce solo a salvare il podio e accedere, ancora una volta, ai playoff.
 
Maggio
: nell’ultimo turno il Lecce batte in casa la Lupa Castelli grazie alle reti di Doumbia, Caturano e Moscardelli, ma l’attenzione è tutta rivolta agli spareggi, con la prima sfida contro il Bassano. Attesa spasmodica in città ripagata con il 3 a 0 rifilato da Moscardelli, Salvi e Caturano che vale il passaggio alla semifinale. Contro il Foggia. Nella nuova sfida contro i Satanelli, però, la truppa di Braglia sbaglia decisamente approccio, va sotto e i gol di Lepore e Moscagol servono per tenere accesa una speranza, ma non per evitare la sconfitta. L’impresa allo ‘Zeccheria’, però, non arriva: la remuntada non riesce e il Lecce deve ancora una volta dire addio al sogno della cadetteria. La finale sarà Foggia-Pisa.
 
Giugno: cocente la delusione che ha scosso ancora tutto l’ambiente. Braglia dirige l’ultimo allenamento il 3 giungo e nello stesso giorno il Responsabile dell’Area Tecnica Stefano Trinchera annuncia il suo addio. “È stata una grande esperienza e una appassionante avventura – scriverà l’ex Ds – peccato non aver centrato l’obiettivo”. Nemmeno il tempo di salutare Trichera che la società si rimette immediatamente in moto: sfumato l’ingresso in società di Manuela Ferrari (e del fido Dario Bonetti), in tempi record arriva il nuovo Diretto Sportivo Mauro Meluso, cosentino dal Cosenza. Segno di una ferma volontà del gruppo guidato da Sticchi Damiani di voler subito programmare la nuova stagione. Meluso immediatamente trova il nuovo tecnico: salutato Braglia, la panchina viene affidata a Pasquale Padalino, al quale verrà affidata una squadra costruita praticamente ex novo. I primi colpi del mercato arrivano dalla ex squadra del Ds, il Cosenza, con gli arrivi di Arrigoni, Ciancio e Fiordilino, mentre Legittimo saluta la sua terra con un post amaro pubblicato su Facebook.
 
Luglio
: Il lavoro di Meluso è tanto rapido quanto alacre: il Lecce ingaggia anche Contessa, Vitofrancesco e il portiere Lys Gomis, giunto in prestito dal Torino, mentre per l’attacco si punta tutto il ritorno di Sasà Caturano, di proprietà del Bari. “Un onore aver indossato questa maglia”, queste invece le ultime parole da capitano di Romeo Papini che rescinde con i salentini e si accasa a Matera (così come Salvi che va alla Juve Stabia). Prima della partenza per il ritiro, sbarcano a Lecce anche Mancosu, Vutov, Maimone e l’esperto difensore Antonello Giosa. Caturano, finalmente, viene preso con la formula del prestito con diritto di riscatto: a lui le chiavi dell’attacco. A Cotronei si aggrega al gruppo Mario Pacilli, mentre inizia a rimbalzare il nome di Giuseppe Torromino. Il 25 luglio prende il via la nuova campagna abbonamenti: prezzi popolari, formule per risparmiare, grande attenzione ai vecchi abbonati, ai giovani e alle famiglie. L’Us Lecce si trasferisce in via Costadura e punta tutto sul nuovo progetto che prevede la B entro due anni. Il nuovo Lecce targato Padalino fa il suo debutto nell’ultimo giorno del mese contro l’Altovicentino per il primo turno di Tim Cup: Mancosu e Vutov si mettono subito in mostra e regalano il passaggio del turno.
 
Agosto
: la grande voglia della società, il progetto tracciato da Mauro Meluso e la squadra messa a disposizione per Padalino riaccendono l’entusiasmo tra i tifosi che sottoscrivono abbonamenti con numeri da fare invidia persino a certe piazze di Serie A. La ciliegina sulla torna è l’ingaggio di Torromino che arriva dal Crotone neo-promosso nella massima serie. Il secondo turno di Coppa Italia vede trionfare il Lecce sul campo dell’Ascoli ai calci di rigore, mentre il vicepresidente Corrado Liguori si inventa la ‘campagna abbonamenti itinerante’. Spostare la sottoscrizione nel resto della provincia pare pagare: la prima tappa a Maglie è un successo e il giorno dopo il Lecce torna in campo in uno stadio di Serie A: nel terzo turno di Coppa il Lecce esce tra gli applausi del ‘Ferraris’ perdendo di misura contro il Genoa (3-2) con il gol del neo acquisto ‘Hulk’ Torromino. Prima del debutto in campionato, Meluso ha ancora il tempo di piazzare qualche nuovo colpo: in Salento arriva il giovane talento bulgaro Radoslav Tsonev e il difensore Drudi, mentre salta la presentazione della squadra in Piazza Sant’Oronzo in segno di rispetto dopo il terremoto che ha sconvolto il centro-Italia. Il 28 agosto c’è la “prima” a Monopoli: il nuovo corso del Lecce inizia con un successo, 1-2 sul campo dei baresi.
 
Settembre
: la campagna abbonamenti si chiude con l’incredibile dato di 8.500. Una cifra da record per la Lega Pro, per mezza Serie B e per buona parte di Serie A, e che rappresenta una grande responsabilità per capitan Lepore e compagni. Il debutto casalingo avviene così davanti a 10mila spettatori, salutato con un successo contro l’Akragas con il punteggio di 4-1: decidono i due bomber Caturano e Torromino. Fa seguito un’altra goleada a Melfi grazie anche a un super Marco Bleve. La premiata ditta Caturano-Torromino sugella la vittoria anche contro il Catanzaro e il Lecce sembra davvero una macchina da guerra. A metà mese, in casa, arriva il primo pareggio contro la Casertana e la vetta della classifica resta al solo Foggia. Pronto riscatto la settimana successiva a Siracusa con le reti di Pacilli e Mancosu.
 
Ottobre: il solito Sasà Caturano sbringa anche la pratica Reggina e i giallorossi tornano nuovamente al primo posto. A Vibo Valentia arriva un altro pareggio per 2 a 2: sfuma l’occasione di superare il Foggia, ma il Lecce resta imbattuto. Il 15 ottobre Corrado Liguri e il sindaco Paolo Perrone annunciano la riapertura della Curva Sud: uno spicchio di stadio rimasto chiuso per anni e che adesso può tornare a gremirsi. Nel primo storico derby in C contro la Virtus Francavilla è un Torromino-show: l’attaccante calabrese sigla una tripletta e il Lecce sale da solo in vetta (qualche giorno dopo battuta ancora la truppa di Calabro in Coppa Italia di Lega Pro). La seconda metà del mese consegna la prima, immeritata, sconfitta in campionato: a Catania il Lecce perde 2 a 0. Chiude ottobre la sempre affascinante sfida contro il Foggia: in un ‘Via del Mare’ gremito (18mila le presenze) si vede un bello spettacolo, ma privo di reti.
 
Novembre
: il ciclo infernale di partite prosegue contro la sorprendete matricola del Fondi, che stoppa il Lecce sul risultato di due pari: Bleve regala un calcio di rigore agli avversari. Il 9 novembre i giallorossi salutano la Coppa di categoria dopo la sconfitta rimediata sul campo del Matera. Il Lecce non sembra più saper vincere: in casa contro il Cosenza finisce 1-1 con Mancosu che evita la beffa. La settimana successiva è in programma la super-sfida contro la capolista Juve Stabia: il primo tempo è un vero incubo con le Vespe avanti di due gol. La crisi sembra aperta, ma nella ripresa Tsonev, Pacilli e Caturano ribaltano il banco e fanno tornare il sorriso. A fine mese torna, dopo 40 anni, il derby contro il Taranto: allo ‘Iacovone’ sale in cattedra ancora una volta Tsonev che decide un derby animato in campo e sugli spalti.
 
Dicembre
: l’ultimo mese dell’anno il Lecce lo apre da capolista e le cronache sono storia recente. In Salento arriva il temibile Matera di mister Auteri che rifila a Padalino un sonoro 3 a 0 con in allegato una grande lezione di calcio. Per fortuna c’è poco tempo per pesare alla batosta perché in programma c’è il turno infrasettimanale: il Lecce rialza subito la china a Messina grazie a una doppietta di Caturano e il gol strappa lacrime di Mattia Persano. I salentini danno seguito al successo in Sicilia con la vittoria contro la Paganese e che ha visto assoluto protagonista il leccese doc Lepore, autore di due gol nel giorno delle sue 100 presenze con la maglia della sua città. Il girone d’andata si chiude ad Andria, ma senza i tifosi ospiti per motivi di ordine pubblico: al ‘Degli Ulivi’ finisce a reti bianche. L’ultima gara dell’anno davanti ai propri tifosi è ricca di gol, ma colma di amarezza: il Monopoli ferma il Lecce sul 3 a 3, ma i giallorossi chiudono il 2016 con 3 punti conquistati ad Agrigento, firmati Pacilli e Caturano.
 
Il Lecce, dunque, va in vacanza da capolista, in condominio con Matera e Juve Stabia. 43 i punti al momento nella classifica dei giallorossi che adesso si proiettano verso la seconda parte di stagione. Gli allenamenti riprenderanno il prossimo 9 gennaio in vista del primo impegno del 2017 contro il Melfi. Che sia questo l’anno della definitiva rinascita? La squadra ci prova, la società ci spera, i tifosi lo sognano.

  

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