Il Lecce esce a pezzi da Foggia. Meluso: 'non serve piangersi addosso'. I tifosi: 'Padalino vattene'

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C'č aria di festa a Foggia dopo il convincente successo contro il Lecce: i Satanelli vedono avvicinarsi la Serie B, mentre Paquale Padalino deve fare i conti con una prestazione disastrosa dei suoi. Il Ds Mauro Meluso prova a richiamare alla calma, ma i tifosi chiedono l'esonero.


Mauro Meluso
Mauro Meluso

Lecce. È finita nel peggiore dei modi la supersfida tra Foggia e Lecce e che, molto probabilmente, segnerà il finale di stagione nel girone C di Lega Pro. I Satanelli, infatti, grazie al perentorio 3 a 0 rifilato ai salentini, sono volati a +4 dai giallorossi (5 punti se contiamo il “punto” derivante dal vantaggio negli scontri diretti).
 
Una sconfitta a Foggia può anche non fare notizia, ma ciò che fa rumore è la prestazione, ai limiti del decente, da parte della truppa di Padalino. Molli, barricati in difesa e costantemente penetrati da ogni dove, i giallorossi hanno fatto vedere la peggior partita della stagione. Una prestazione ben lontana da quella che dovrebbe far vedere una squadra che punta alla Serie B e che ha spinto i tifosi del Lecce a chiedere in tarda serata la testa di Padalino.
 
Al termine della gara resta l’amarezza, la delusione e anche l’incredulità da parte degli 800 tifosi leccesi giunti allo stadio ‘Zaccheria’ ma che hanno dovuto assistere alla festa (quasi da promozione) dei circa 16mila sostenitori rossoneri. “Ai tifosi che si sono sentiti derisi dico che è il gioco delle parti: i tifosi sono una componente essenziale di questo spettacolo, ma noi uomini di sport dobbiamo cercare di equidistanti da questi aspetti”.
 
È uno dei passaggi dell’analisi post-partita di mister Paquale Padalino che non nasconde la manifesta superiorità del Foggia messa in mostra sul campo. “Nel primo tempo – dice – abbiamo atteso un po’ troppo nella nostra metà campo, poi nel secondo tempo si era fatto troppo tardi. Questo non è il nostro vero atteggiamento: noi cerchiamo sempre di proporre il nostro gioco. Poi bisogna fare i conti con un avversario abituato a certe pressioni. Il Lecce e Padalino ne escono ridimensionati? Io non mi sono mai sovradimensionato. Il Lecce ne esce con le ossa rotte perché abbiamo concesso fin troppo, ma con l’idea che non bisogna buttare all’aria quanto di buono fatto fino ad ora: mancano 8 partite e se ce la possiamo ancora giocare vuole dire che fino a questo momento si è lavorato bene”.
 
Non si può però negare che il Lecce nell’ultimo periodo abbia avuto una netta involuzione, quanto di risultati (quella di ieri è la terza sconfitta nelle ultime quattro trasferte), come di gioco. “Nell’ultimo periodo abbiamo concesso qualcosa – prosegue Padalino – ma ciò dipende da tanti fattori: avversari, poca esperienza in alcune occasioni, lucidità. Ma non dimentichiamo che fino a poche ore fa eravamo a un solo punto da una forte capolista”.
 
Che ne sarà adesso? Al rietro dalla Capitanata, parte della squadra è stata accolta da un folto gruppo di Ultras che ha contestato l'approccio alla gara visto in scena poche ore prima. In molti chiedono l’esonero del tecnico foggiano che però puntualizza: “Le prossime quattro gare ci vedono per tre volte in casa, ma chi vuole vincere, a questo punto, non deve pensare a queste differenze perché non contano. Dobbiamo rimetterci al lavoro per tornare a fare il nostro: i ragazzi devono pensare che fino ad oggi il campionato è stato onorato con impegno e le gare finali devono essere vissute con questo spirito, poi faremo i conti”.
 
Hanno avuto un certo peso anche alcune assenze, soprattutto a centrocampo, regno inviolato di Vacca e compagni. “Che Mancosu poteva non esserci lo avevamo già messo in conto, ma credo che sarà a piena disposizione dal prossimo impegno contro il Fondi. Arrigoni – che ha ricevuto una botta appena entrato – ha risentito un male al ginocchio. Abbiamo temuto per la distorsione, ma aspettiamo le prossime ore per avere indicazioni più precise”.
 
Ha fatto molto discutere poi l’episodio prima del riscaldamento pre-partita che ha visto come protagonisti alcuni giocatori delle due formazioni venuti a contatto non solo a parole, ma anche con i fatti. Sarebbero volate parole grosse e qualche manata, tutto sotto la lente di ingrandimento dei commissari di gara. “Non ho visto nulla di quanto accaduto – conclude Padalino – ci sono gli organi competenti per decidere. Se è successo qualcosa di sgradevole certamente lo condanno”.
 
Bocche cucite, invece, tra i calciatori. Rompendo gli schemi a cui ci ha abituati, allora, nella sala stampa dello ‘Zaccheria’ a presentarsi è stato il Direttore Sportivo Mauro Meluso. “Sono qui – chiosa – per ribadire che questa partita, importante e andata male, non fa calare il sipario sul nostro campionato. Finché c’è speranza bisogna dare il meglio con spirito combattivo fino alla fine. In campo si è vista una netta differenza, abbiamo perso meritatamente: bisogna prenderne atto. Ma ci sono ancora 8 partite, da giocare al meglio, dove bisogna riprendere un filo interrotto oggi”.
 
Analisi a caldo quanto più lucida possibile per il Ds che prosegue dicendo: “in questi giorni rifletteremo su questa sconfitta amara, non serve a nulla ora piangersi addosso. Noi abbiamo avuto un percorso lineare, senza mai attraversare vere e proprie crisi. Ci resta adesso solo pensare a tornare a fare quello che abbiamo sempre fatto, già da domenica prossima. Poi tireremo le somme alla fine. L’ambiente sarà certamente amareggiato, come lo siamo noi, ma mi sento di ribadire il concetto che noi ci vogliamo essere fino alla fine. Può capitare che la partita più importante del campionato la si perda. L’esperienza mi porta a pensare che bisogna giocarsela fino alla fine perché non si sa mai. Lo dobbiamo soprattutto ai nostri tifosi”.
 
A chi gli chiede cosa abbia pensato nel corso della partita dell’atteggiamento rinunciatario del Lecce, Meluso risponde: “lo definisco un comportamento attendista che non è nelle nostre corde. Peccato perché eravamo partiti bene, poi i due gol subiti in rapida successione ci ha fatto slegare”.
 
Sull’episodio pre-gara: “dico che c’è stato un episodio che ha coinvolto Vacca, che ha colpito Cosenza. L’ufficio indagine ha svolto già un interrogatorio, ma Foggia è una città bellissima che può fare a meno di queste cose e che non ha bisogno di essere rappresentata così”.
 
Tesse le lodi del suo gruppo, invece, Giovanni Stroppa. “Era importante vincere questa sfida, ma è stato importante come l’abbiamo vinta. Non voglio dire che non abbiamo fatto niente, sarebbe irrispettoso nei confronti dei ragazzi. È stato bello vincere questa gara così. Ci aspettavamo che il Lecce giocasse attendendo un nostro eventuale errore. La prestazione è stata ai limiti della perfezione. Era difficile trovare i varchi ad inizio partita perché il Lecce era molto chiuso, però sapevamo che a partita in corso qualche spazio si sarebbe creato. Dove abbiamo vinto? Nell’attenzione e nella determinazione. Mi spiace perché potevamo segnare ancora: pecchiamo ancora di egoismo”.
 
Nulla da eccepire sulla prestazione dei Satanelli che in casa non hanno steccato nessuno scontro diretto. “Siamo quasi a fine stagione – dice ancora Stroppa – e noi abbiamo vinto le partite che dovevamo vincere. Sul Lecce dico che noi abbiamo avuto un atteggiamento che li ha messi in difficoltà: non dico altro perché so che noi abbiamo giocato bene nelle marcature preventive e nei tempi d’azione”.
 
Si sofferma anche sui singoli il mister: “Chiricò? È un giocatore forte, ma che non deve farsi trascinare dagli eventi e dalle emozioni. I tifosi? Ero preoccupato perché in campo abbiamo avuto un impatto incredibile. Invece i nervi hanno retto bene: lo prendo come segnale di crescita. La piazza è giusto che abbia entusiasmo: io ho già detto ai miei ragazzi che da oggi c’è il Catania. Domani però inizia un’altra settimana impegnativa e otto gare da qui alla fine che sono ancora tante”.
 
Alle porte adesso un’altra settimana di passione: saranno sei giorni lunghi e che avranno sul groppone il pensante passivo rimediato a Foggia: Padalino, stando alle parole pronunciate da alcuni rappresentanti della società, non dovrebbe essere a rischio, ma l'ipotesi esonero non è certo da escludere. Al Direttore Sportivo. al tecnico, e alla Società tutta il compito di raccogliere e rimettere insieme i pezzi di un vaso che dava segni di crepe già da tempo, ma che ieri si è frantumato del tutto.

  

I due tecnici e il Ds Meluso al termine della partita

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