​Lecce, con questo centrocampo si può ben sperare. Rizzo osannato dalla Curva: le pagelle della gara contro l'Andria

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Il Lecce chiude con un pareggio la stagione regolare e pensa ai play-off. Sogno sfumato per gli azzurri della Fidelis Andria. Emozionante anche il coro che la Curva Nord riserva a mister Rizzo: 'Robertino portaci a Firenze'.


Robertino Rizzo
Robertino Rizzo

Lecce. Il Lecce conclude la stagione regolare con un pareggio contro la Fidelis Andria che, per quanto visto in campo, sa di beffa. Roberto Rizzo rivitalizza un centrocampo che oggi sbaglia davvero poco, mentre la difesa fa registrare il solito errore che costa caro.
  
Il peccato veniale resta sempre quello di non chiudere prima le partite: un aspetto che se risolto può far sorridere in vista dei playoff. Mancosu torna in grande spolvero, Pacilli solito folletto indemoniato.
  
Perucchini, 6: nel primo tempo si ammira lo spettacolo di un Lecce tutto proiettato in avanti senza subire nulla. Nella ripresa l’Andria esce da suo guscio e sull’inzuccata di Tartaglia poteva davvero poco. Poi tante uscite in presa sicura. Perde le staffe sulla spinta di Cianci al 85esimo (poi espulso) e la sua reazione viene graziata dall’arbitro (ma siamo certi non da mister Rizzo).
  
Lepore, 6.5: gradita conferma lungo la corsia destra, mette in campo la solita grinta. Gara di tanta corsa: inizia con un paio di infruttuose sovrapposizioni (ignorate dai compagni), ma non demorde e inizia a rendersi pericoloso con maggiore insistenza.
  
Cosenza, 6+: scontati i due turni di squalifica, Ciccio Cosenza torna a guidare la difesa. Rude ma efficace come sempre, fa passare poco quanto niente. Lamenta al 17esimo della ripresa una gomitata e da quel momento ingaggia una serie di duelli rusticani con gli avversari.
  
Giosa, 6+: parte subito pericoloso in attacco, con un tiro al volo che però si alza troppo sulla traversa avversaria. Rende la vita difficile a Cianci, non lasciando all’attaccante barese spazi utili per rendersi pericoloso. Lucido in fase di impostazione, sbaglia pochissimi appoggi.
  
Ciancio, 6.5: dopo la breve parentesi da centrale, torna a fare il terzino lungo la corsia sinistra e dalla sua prova arrivano segnali più che confortanti per la parentesi finale della stagione. Tanta corsa, tante sovrapposizioni e anche l’intesa con i compagni sembra ormai raggiunta alla perfezione. Difficile da superare in copertura.
  
Arrigoni, 7- : torna a disputare una partita ad alti livelli. Decisamente in palla, domina incontrastato nella linea mediana, supportato bene anche da suoi due compagni. Sempre pronto a ripiegare in difesa, rimedia un’ammonizione alla mezzora del primo tempo.
  
Costa Ferreira, 6.5: le sue doti possono essere l’arma in più nei playoff. Anche oggi fa sfoggio dei suoi colpi migliori e, come al solito, non rinuncia mai al tiro (mette i brividi alla Fidelis soprattutto al 35esimo della seconda frazione). Non lesina nemmeno la giusta arroganza agonistica. Da apprezzare in un paio di situazioni la sua visione di gioco.
  
Mancosu, 7.5: tornato tra i titolari la scorsa settimana dopo il lungo stop per infortunio, mister Rizzo lo conferma nonostante il peso della diffida per permettere lui di ritrovare la miglior forma fisica in vista degli spareggi. Lui sforna una prestazione ai limiti della perfezione, fatta di corsa e aggressività, condita dal grande gol che fa saltare il banco: una poderosa progressione per vie centrali conclusa da un chirurgico destro che bacia il palo e si insacca alle spalle di Cilli. Esce al 20’ del secondo tempo a scopo precauzionale.
  
dal 20’ s.t. Maimone, 6: rileva l’esperto compagno, ma non sfigura affatto. Sempre pronto a lottare su ogni pallone.
  
Pacilli, 6.5: inizia con la solita intraprendenza che lo ha contraddistinto nel corso della stagione e che servirà come il pane ai playoff. Più di qualcuno sono i tocchi di fino che danno il via a iniziative interessanti. Subisce tanti colpi proibiti dagli avversari e alla fine il cartellino giallo arriva per lui al ventesimo della seconda frazione. Va a riposare anzitempo lasciando spazio a Doumbia.
  
dal 26’ s.t. Doumbia, 6+ : da quando lui la fascia sinistra si rivitalizza e diventa a breve termine una spina nel fianco della difesa biancoblu. Ha sui piedi un paio di palloni utili che sarebbero valsi il 2-1 non sfruttate a pieno, ma l’impressione è che di lui questo Lecce non può farne a meno.
  
Torromino, 6- : ha assoluta necessità di ritrovare la migliore forma possibile da qui al prossimo 21 maggio e aver disputato (quasi) l’intera partita è servito soprattutto per questo. Quella odierna per l’attaccante calabrese è stata una gara di corsa, ma anche di eccesivo egoismo in alcune occasioni. Spesso perde l’attimo giusto non provandoci mai col sinistro. Nell’ultimo spezzone di partita si posizione a destra.
  
dal 41’ s.t. Vitofrancesco, senza voto: entra nei minuti finali per tenere a bada le sortite avversarie.
  
Caturano, 7- : torna nell’undici titolare dopo l’ultimo spezzone di gara in quel di Pagani. Una gara di enorme sacrificio per lui, preziosissimo spalle alla porta: riesce a far salire la squadra, vince tutti i duelli fisici, ma non riesce ad essere cinico sotto porta. Pazzesco quello che si divora al 91’, mancando l’appuntamento con il gol sotto porta per questione di millimetri.
  
Rizzo, 7-: torna davanti al suo pubblico e regala una partita che fa ben sperare in vista dei playoff. Il Lecce parte a mille, trovando il gol del meritato vantaggio dopo una progressione di Mancosu. Il centrocampo è il vero punto di forza di questo gruppo e da qui bisogna ripartire: la difesa si concede un solo piccolo errore (che però costa caro) mentre l’attacco deve tornare ad essere spietato. Emozionante il coro che riserva lui la Curva Nord, che cela l’auspicio di tutti: “Robertino portaci a Firenze”.

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