Tap inizia l'espianto degli ulivi, Emiliano dice no ed Ŕ levata di scudi

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Tanti esponenti politici hanno detto la loro in merito alla querelle tra Tap e Regione Puglia sulle operazioni di espianto di 211 ulivi ed eliminazione di 4 piante infette, ai fini delle realizzazione del progetto del gasdotto.


Ulivi e campagna salentina
Ulivi e campagna salentina

Melendugno. Ancora una volta la partita si gioca nelle campagne di Melendugno, su quel fazzoletto di terra che più in là viene lambito dal mare, lo splendido mare che ben conosciamo. La vicenda è nota in tutta la sua complessità. Arrivando alle ultime battute, la multinazionale Trans Adriatic Pipeline ha dato il via come da programma ai lavori  di spostamento di oltre 200 ulivi non monumentali e di distruzione di 4 alberi affetti da xylella.
 
A bloccare lame e motoseghe è arrivato, però, nelle scorse ore l’alt della Regione tramite il Dipartimento Ambiente che nero su bianco afferma che non ci sarebbero le condizioni per l’inizio dei lavori di espianto.

A rincarare la dose anche il Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano che in queste ore ha ribadito “La Regione Puglia continua, nel rispetto della legge, a compiere qualunque atto necessario per salvaguardare un tratto di costa tra i più belli d'italia”. E poi l’affondo “Purtroppo non posso non constatare che, come sempre accaduto nella vicenda Tap, il Governo continua ad espropriare il territorio della sacrosanta possibilità di concorrere a determinare le scelte che lo riguardano. Soprattutto quelle che rischiano di avere un impatto definitivo e devastante sul territorio stesso”.
 
Il nodo, l’ennesimo della vicenda, sta nell’autorizzazione rilasciata per lo spostamento degli alberi di ulivo nell’area interessata dal progetto e il Dipartimento Ambiente di via Capruzzi ha chiesto un intervento chiarificatore del Ministero dell’Ambiente, oltre a ribadire i motivi ostativi alla dichiarazione di piena ottemperanza della prescrizione in relazione all’istanza di verifica di assoggettabilità a VIA presentata dalla società Tap ed attualmente in corso presso il Ministero competente.

Così come viene specificato sul sito istituzionale della Regione “il nuovo progetto dell’exit point del micro tunnel, essendo di recentissima definizione progettuale (l’ultima documentazione progettuale risale infatti al 16 gennaio), risulta ancora non consolidato e quindi non valutabile ai fini della sua compatibilità ambientale. Inoltre la legge regionale n.7/2016 in materia di espianto e reimpianto ulivi, all’art. 3, prevede che è “fatta salva la realizzazione di opere pubbliche…” a condizione che “si sia adempiuto a tutte le prescrizioni rivenienti dal provvedimento VIA e che la relativa verifica di ottemperanza si stata asseverata da tutti gli enti competenti”.
 
Tap ovviamente non sta a guardare e sottolinea che l’atto in base al quale sono state avviate le procedure sia già in vigore, non essendo ad oggi stato revocato dalla Regione. La battaglia è aperta e la Regione si schiera chiaramente con il Comune di Melendugno che nella persona del sindaco Marco Potì ha invocato l’intervento del Prefetto di Lecce al fine di “ripristinare la legalità”.

Dalla parte di Potì, tra gli altri, anche la senatrice Adriana Poli Bortone che afferma ”daremo tutto l'appoggio necessario a difesa della nostra terra che non può  essere violentata da interventi non compatibili con la nostra vocazione territoriale e soprattutto fatti contro la volontà  della popolazione.  Saremo vicini al sindaco per qualsiasi azione voglia legittimamente intraprendere a tutela del nostro territorio”.
Interviene con decisione anche la senatrice del Movimento 5 Stelle, Daniela Donno "Da più parti, è stato sollevato un difetto di competenza nell'autorizzazione all'espianto da parte dello stesso Osservatorio fitosanitario, unitamente ad una pregiudizialità della VIA riguardante il progetto esecutivo del microtunnel rispetto all'eventuale eradicazione degli ulivi - afferma la senatrice salentina - Per questa ragione ho inviato una missiva al Prefetto di Lecce e per conoscenza alla Procura di Lecce e a tutti organi coinvolti, chiedendo di diffondere le linee assunte, le risultanze ed ogni documento, anche avente natura direttamente esecutiva, scaturiti dall'incontro che si è tenuto lo scorso 13 marzo alla presenza dei Sindaci di Melendugno e Vernole nonché del Procuratore aggiunto Antonio De Donno e dei massimi esponenti locali dei Carabinieri e della Guardia di Finanza".

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1 commento
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  Pierpaolo
Commenti: 2

utente dal 10/01/2017
Per caritÓ, fermate questo scempio!!