Palazzo Carafa parla ancora azzurro: ecco gli eletti al Consiglio Comunale di Lecce

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Non c'è ancora il sindaco, ma il primo turno delle elezioni leccesi ha consegnato lo scacchiere del nuovo Consiglio Comunale. La maggioranza resta al centrodestra: all'esito del ballottaggio in programma domenica 25 giugno si delineerà il quadro definitivo.


Gli esponenti politici del Comune di Lecce durante un Consiglio Comunale
Gli esponenti politici del Comune di Lecce durante un Consiglio Comunale

Lecce. Il nuovo sindaco di Lecce sarà scelto soltanto tra quattordici giorni, ma la sala consiliare di Palazzo Carafa ha già i suoi nuovi nomi assegnati. L’esito del primo turno delle elezioni amministrative nel capoluogo barocco, infatti, ha già consegnato la composizione del nuovo Consiglio che, in attesa dall’esito del ballottaggio che vedrà l’uno contro uno tra Mauro Giliberti e Carlo Salvemini, appare già piuttosto sbilanciata.
 
Il dado è tratto per l’esercito degli oltre 700 candidati consiglieri: le urne hanno decretato chi siederà sui posti disponibili e a far da padrone è il centrodestra. Con il 52% delle preferenze di lista, infatti, la coalizione che sostiene Giliberti ha fatto incetta di preferenze e si appresta ad occupare gran parte della sala più grande di Palazzo Carafa.
 
Non delude le aspettative la lista ammiraglia ‘Direzione Italia’ che porta in Consiglio ben sette esponenti: il più suffragato di tutti è stato l’ex sindaco Paolo Perrone, capace di raccogliere 1.416 voti. A seguirlo è una serie di ‘uscenti’, capaci di fare il pieno di preferenze: Gaetano Messuti (1.195), Luca Pasqualini (1.178), Andrea Guido (1.005), Attilio Monosi (in attesa di conoscere il suo futuro giudiziario nel corso del Riesame della misura interdittiva in programma domani) e Angelo Tondo (751 voti).
 
Riconferma in termini numerici per la lista civica ‘Grande Lecce’, plasmata da Roberto Marti. Per la seconda volta consecutiva, GL tocca cifre di tutto rispetto ed elegge in Consiglio Antonio Finamore (519 preferenze), Alberto Russi (481) e Paola Gigante (456). L’altra lista-guida della coalizione è Forza Italia che sfiora il 9% dei consensi ed esprime l’assessore uscente Luciano Battista capace di raccogliere 890 preferenze, l’ex coordinatore provinciale Paride Mazzotta (808) e la giovane vice coordinatrice regionale dei berlusconiani Federica de Benedetto (con 500 voti).
 
Due consiglieri, poi, per Fratelli d’Italia: il partito che fa capo a livello nazionale a Giorgia Meloni vede primeggiare Michele Giordano (717 voti), mentre al secondo posto si piazza il giovane Giorgio Pala (602). La lista civica di Paolo Perrone, ‘Lecce Città del Mondo’, ancora, supera di poco il 4% e manda in assise Bernardo Monticelli Cuggiò (663).
 
Dall’altra parte dell’aula siederà il centrosinistra. Il Partito Democratico e la lista ‘Lecce Città Pubblica’ si sono giocati sul filo del rasoio il ruolo di lista capofila della coalizione. A spuntarla è stata la civica allestita dallo stesso candidato sindaco Salvemini che esprime Cosimo Murri Dello Diago (431 voti), Silvia Miglietta (367) e Molendini Gabriele (350). Il PD, invece, vede primeggiare Sergio Signore con 967 preferenze, tallonato da Paolo Foresio (750) e Antonio Rotundo (599).
 
La coalizione di liste civiche con l’UDC che sosteneva la candidatura di Alessandro Delli Noci riesce con una sola lista a superare la soglia di sbarramento: è proprio il partito dello scudo crociato a entrare in Consiglio con il primo della lista Marco Nuzzaci, con 283 voti. Un altro seggio sarà riservato anche alla civica 'Un'Altra Lecce' con Marco Giannotto e, infine, all’ex aspirante sindaco Delli Noci. Un posto anche per il Movimento 5 Stelle che, per la prima volta entra in Consiglio e vedrà come protagonista il candidato Primo Cittadino Fabio Valente.
 
Naturalmente si tratta di una composizione naturale ‘pura’ che sarà largamente influenzata dall’esito del ballottaggio: il candidato che alla fine risulterà vincitrice, infatti, provvederà alla nomina degli assessori pescando soprattutto dalle liste della propria coalizione, facendo così “scattare” i primi non eletti. Difficile al momento prevedere l'impatto del premio di maggioranza.
 
Le reazioni all’esito del voto non tardano ad arrivare. Il primo partito della città, Direzione Italia, si esprime attraverso il coordinatore provinciale Antonio Gabellone, per il quale “il risultato della città capoluogo rappresenta un dato straordinario. Essere il primo partito della città capoluogo - dice - alla prima prova elettorale del nostro simbolo e con un risultato che sfiora il 18%, è una soddisfazione unica che ripaga dal grande lavoro svolto da tutti i candidati che compongono la lista”.
 
Soddisfazione anche da Forza Italia, soprattutto dalla giovane candidata Federica De Benedetto. La vice coordinatrice regionale, infatti, risulta la donna più suffragata entrata in Consiglio al primo turno. “ammetto di essere soprattutto orgogliosa di rappresentare l'elemento di rinnovamento tra gli eletti di Forza Italia - esclama la De Benedetto - e per questo ringrazio tutti coloro che mi hanno onorata della loro fiducia. Ma non c'è tempo per i festeggiamenti, da stamattina sono già a lavoro per l'appuntamento del 25 giugno”.
 
Dall’altra parte della barricata, invece, ringrazia pubblicamente Carlo Salvemini la vice ministro Teresa Bellanova. “Un risultato - chiosa - che sicuramente si attesta come uno dei migliori degli ultimi tempi, e che si avvale di un importante valore aggiunto personale, a differenza del candidato del centro-destra la cui debolezza rispetto alla coalizione è ormai evidente.  La fase che ora si apre in vista del ballottaggio è delicata e allo stesso tempo entusiasmante, ed è assolutamente necessario sostenere in tutti i modi Carlo, verso un risultato finale che può in modo molto netto riservare alla città una bellissima sorpresa”.
 
“Da oggi si apre un nuovo capitolo”. Così il candidato sindaco Alessandro Delli Noci, per il quale “questa è la vittoria della democrazia. Abbiamo dimostrato di essere una forza determinante in città, una forza che si è sviluppata in soli sei mesi e che è, evidentemente, destinata a crescere. Questo risultato ci dice che il nostro Movimento è superiore al PD, a Forza Italia e al Movimento 5 Stelle: la società civile è ritornata al centro della scena politica e ha il diritto, finora negato, di essere ascoltata. Questo Movimento Civico avvia un grande percorso che parla di protagonismo dei cittadini. Siamo disposti a dialogare con tutti coloro che riconoscono il nostro metodo, quello che ha messo al centro la società civile, i suoi bisogni e le sue proposte”.
 
Per Nuzzaci, eletto con l’UDC: “è stata una campagna elettorale faticosa, ne abbiamo viste tante, momenti di ottimismo si sono alternati a momenti di sfiducia. Ogni giorno però, ci siamo armati di forza e coraggio soprattutto nell’affrontare scelte difficili ma importanti per il cambiamento della nostra città. Oggi per me è un punto di partenza, un’idea diversa per Lecce ora, sì, è possibile”.

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