Melica e Delli Noci scrivono al Prefetto: 'Sia resa pubblica la graduatoria sugli alloggi popolari'

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Il Candidato sindaco e il Consigliere d'opposizione a Palazzo Carafa firmano una lettera congiunta indirizzata al Prefetto di Lecce. L'intento: ripristinare la legalitÓ rispetto al bando di assegnazione degli alloggi popolari, non ancora reso pubblico.


Ingresso Prefettura di Lecce
Ingresso Prefettura di Lecce

Lecce. La missiva a firma congiunta è stata inviata, nella mattinata odierna, al Prefetto di Lecce, Claudio Palomba, la richiesta è perentoria: Rendere quanto prima pubblica la graduatoria inerente l’assegnazione degli alloggi popolari senza dover attendere l’esito delle urne.
 
Luigi Melica e Alessandro Delli Noci hanno inteso, in questo modo, lanciare un forte segnale all’amministrazione comunale, oltre che alla cittadinanza. Ed è proprio nell’interesse dei cittadini leccesi ed in favore del senso di legalità che il candidato sindaco della coalizione “trasversale” ed il consigliere uscente d’opposizione si sono adoperati per sollecitare l’intervento dell’Autorità competente in materia.
 

Nella lettera, i mittenti spiegano come siano già trascorsi ormai ben due mesi dalla richiesta di chiarimenti indirizzata al sindaco Perrone, cui avrebbe fatto seguito un silente diniego.
 
“Ad oggi la graduatoria provvisoria dei richiedenti tali alloggi, che avrebbe dovuto essere pubblicata lo scorso 20 aprile secondo i termini di legge ancora non è stata resa pubblica – si legge nella missiva -  gli scriventi chiedono di intervenire nei modi che riterrà opportuni affinché la suddetta graduatoria sia resa pubblica entro la fine di questa campagna elettorale”.
 
Delli Noci e Melica, inoltre, considerano anche l’eventualità che il  ritardo nella costituzione della preordinata  commissione ad hoc possa protrarsi e propongono, come riportato nella lettera, “di sollecitare l’annullamento del bando a seguito delle citate illegittimità che si aggiungono a quelle già evidenziate nella nostra lettera dello scorso 18 aprile”.
 
Secondo il Candidato sindaco ed il Consigliere uscente, l’illegittimità dell’atto risiederebbe nella mancata osservanza dei termini legali per la nomina della commissione di valutazione: 60 giorni dopo la scadenza. In questo si ravviserebbe una violazione dei termini.
 

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