Impianto di compostaggio tra Galatina e Galatone: i sindaci chiedono un incontro con Provincia e Regione

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Arriva la richiesta da parte dei sindaci e delle associazioni ambientaliste di un incontro insieme alla Provincia di Lecce e la Regione Puglia. Al centro del dibattito il nuovo possibile impianto di compostaggio da realizzare tra Galatone e Galatina.


Un impianto di compostaggio
Un impianto di compostaggio

Galatone. “Impianti di compostaggio sì, ma nel rispetto delle regole e se chiudono il ciclo dei rifiuti”. Questo il messaggio che emerge dai sindaci del Salento incontratisi oggi a Galatone.
 
Livio Nisi, sindaco della stessa Galatone, ha chiamato a raccolta i primi cittadini di Aradeo, Seclì oltre il candidato sindaco di Galatina per “Obiettivo 2022” (Giampiero De Pascalis), l’assessore all’Ambiente del Comune di Galatone (Valerio Chirivì), il presidente della sezione Sud Salento di Italia Nostra (Marcello Seclì) e un componente del consiglio direttivo dell’associazione (Antonio De Giorgi).
 
Fulcro dell’incontro: l’impianto di compostaggio che dovrebbe sorgere a cavallo tra Galatone e Galatina, in località “Le Bruciate”, per individuarne un percorso condiviso sul “No” alla sua realizzazione.
 
“Non è un servizio alle nostre comunità – ha esordito il sindaco Nisi –, ma all'Italia, visto che non chiude il ciclo dei rifiuti perché la presenza di abitazioni non consente all’impianto di accogliere l’organico raccolto dalle amministrazioni. In compenso, ci lascerà l’inquinamento ed essendo un impianto anaerobico sono molto preoccupato nonostante il proponente del progetto abbia dato rassicurazioni sul fatto che la presenza di bio filtri eviterà i cattivi odori e le emissioni nocive. Noi abbiamo una posizione chiara, su questi impianti serve il controllo pubblico e oggi soffriamo la mancata forza o volontà della Regione a pianificare e finanziare l’apertura di questi impianti dando ai privati solo la gestione. Come amministrazione – conclude – abbiamo attivato una petizione rivolta al presidente della Provincia, al commissario prefettizio di Galatina e anche al presidente della Regione perché si faccia carico della mancata bonifica della discarica di Castellino. Italia Nostra ha elaborato un documento circostanziato che noi facciamo nostro perché la salute è un bene essenziale che va protetto”.
 
Sulla stessa lunghezza d’onda i suoi colleghi. Marcello Seclí ha sottolineato come “la questione va affrontata politicamente, con Provincia e Regione. Se questi impianti vanno avanti sono in contrasto con quanto la Regione dice di voler fare, cioè impianti pubblici. Il nostro obiettivo non è di creare scontri sociali e politici, ma non vogliamo che un'opportunità diventi una criticità a causa della gestione dei progetti e delle autorizzazioni”.
 
E poi la voce la Galatina, da parte di Giampiero De Pascalis che sul tavolo ha posto un’altra criticità. “La nostra cittadina – ha commentato – rischia di ritrovarsi con due impianti e la viabilità inadeguata farà impattare il carico ambientale su tutti i comuni. Non sono contrario all'attività industriale, ma bisogna tenere conto dell’inquinamento. Purtroppo noi salentini siamo bravi a intervenire quando le criticità si determinano. Nel progetto c’è una configurazione urbanistica sbagliata e anche questo è un aspetto che dovrà essere approfondito. Sono convinto che serva un progetto organico per la gestione dei rifiuti che sono un problema sociale. Dobbiamo controllare, ma non avere paura”.
 
Al termine dell’incontro tutti insieme hanno sottoscritto la richiesta di incontro con Provincia e Regione.

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