​Salvemini costringe Giliberti al ballottaggio. E Delli Noci diventa l'ago della bilancia

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I cittadini di Lecce dovranno tornare al voto domenica 25 giugno per il turno di ballottaggio. Sono rimasti in due a contendersi la fascia tricolore: Mauro Giliberti e Carlo Salvemini. Delli Noci ora diventa il vero ago della bilancia.


Salvemini e Giliberti
Salvemini e Giliberti

Lecce. Lecce andrà al ballottaggio e sceglierà il suo Sindaco tra quindici giorni. Il successore di Paolo Perrone potrà salire sullo scranno più alto di Palazzo Carafa soltanto domenica 25 giugno. Il primo turno non è stato sufficiente a decretare un vincitore. Mauro Giliberti non sfonda la quota del 50%, malgrado l’ottimismo che tanto si era respirato al Trax Road nel giorno di chiusura della sua campagna elettorale. A dire il vero, il giornalista non arriva nemmeno al 45%, ma dire che la sua sia stata una sconfitta sarebbe ingeneroso visto che comunque alla fine della fiera il risultato ottenuto è un ottimo trampolino di lancio per affrontare il ballottaggio, provando a tenere la sua coalizione più unita di quanto non sia stato possibile negli scorsi mesi.
 
Sorride, e ne ha tutti i motivi, Carlo Salvemini
che arriva quasi ad un ottimo 30%. Ottimo, visto il low profile scelto nella sua campagna elettorale. Evidentemente, il figlio dell’ultimo sindaco di sinistra leccese è arrivato al cuore degli elettori e probabilmente la sua coalizione non è stata così divisa come era dato intendere.
   
Del resto i suoi voti, sommati a quelli del terzo classificato Alessandro Delli Noci che raggiunge il 17% dei consensi dopo aver solleticato il sogno del ballottaggio superano il bottino di Giliberti e quindi, tutto potrebbe far pensare ad una operazione di somma delle due forze per sconfiggere il candidato di centrodestra. Inutile dire che già da questa notte i pontieri dalla parte di Giliberti si sono mossi per provare a portare dalla loro parte Delli Noci che ora potrebbe tramutare la sua delusione per non aver raggiunto il ballottaggio in una risorsa politica, diventare l’ago della bilancia dei prossimi 15 giorni.
   
Il commento di Salvemini è stato molto chiaro: “Siamo al ballottaggio dopo venti anni, siamo arrivati dove volevamo. Adesso inizia una nuova partita. Ci divertiremo”. 

Non sfonda il Movimento 5 Stelle: Fabio Valente si ferma abbondantemente sotto il 10% e non riesce a far sorridere Lecce come aveva promesso in una campagna elettorale condotta comunque con eleganza e serietà.
Carlo Salvemini, intanto, dopo aver indetto una conferenza stampa per le ore 11.30 di oggi ha preferito poi disdire l'appuntamento. Motivi tattici? Niente affatto, a detta del suo ufficio comunicazione, solo problemi di lentezza dello scrutinio che si è protratto fino all'alba.

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