​Tap, il silenzio assordante degli artisti salentini. Che fine hanno fatto Emma Marrone e Alessandra Amoroso?

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Sta riscuotendo un enorme successo 'So What Festival di Melpignano' che ha lanciato un accorato appello ai cantanti, artisti, operatori della cultura e dello spettacolo invitandoli a 'scegliere da che parte stare'.


Gli alberi che saranno espiantati nell'area di San Basilio
Gli alberi che saranno espiantati nell'area di San Basilio

Lecce. Non si parla d’altro nel Salento se non del ‘contestatissimo’ gasdotto della Trans Adriatic Pipeline che dovrebbe portare il gas naturale dal Mar Caspio direttamente sulla spiaggia di San Basilio, bellissima località della marina di San Foca, dove in questi giorni è andata in scena una guerra che ha visto schierati l’uno contro l’altro chi ‘in teoria’ dovrebbe trovarsi dalla stessa parte della barricata.
  
Nelle campagne dove si sta procedendo a ‘spostare’ gli ulivi che hanno avuto la sfortuna di trovarsi lungo il tracciato a terra del micro-tunnel si sono scontrate due facce dello stesso Stato. Le forze dell’ordine contro sindaci e consiglieri regionali, il Governo che ha dato il suo placet alla realizzazione dell’opera contro i politici che hanno scelto di schierarsi accanto ai cittadini che urlano ‘né qui né altrove’ o ‘né moi, né mai’.
  
Più cresce l’attenzione, più si ingrossano le fila degli ‘oppositori’ che, in tutti i modi e con tutte le armi pacifiche di cui possono disporre stanno osteggiando Tap, che forte delle autorizzazioni che sventola tra le mani, continua imperterrita sulla sua strada senza ‘ascoltare’ il territorio, come chiesto a gran voce dai dissidenti.
  
Tra le tante iniziative sta riscuotendo enorme successo So What Festival di Melpignano che ha lanciato un accorato appello: «Siamo No Tap – si legge –  perché è tempo di scelte, ora più che mai occorre chiedersi da che parte vogliamo andare, e se vogliamo farlo insieme. Quanto accaduto nei giorni scorsi e quanto continua ad accadere in queste ore è noto: l'accelerazione di Tap, le forzature del governo centrale, la cecità delle istituzioni che ignorano le popolazione e militarizzano il territorio. Le donne e gli uomini salentini resistono da giorni e hanno bisogno di ognuno di noi. Chiediamo agli artisti saliti sul nostro palco, a tutte le band emergenti, a tutti coloro che hanno messo la loro arte a disposizione di questo percorso, a coloro che hanno partecipato attivamente, a chi ci ha sostenuto, agli operatori della cultura e dello spettacolo di scegliere da che parte stare – prosegue il testo – Chiediamo di sottoscrivere questo appello e di affermare la propria contrarietà alla devastazione dei territori e alle grandi opere, utili solo alle tasche di affaristi e potenti».
  
Mannarino, Don Pasta, Carolina Bubbico, Miss Mychela, Roy Paci, Sud Sound System, 99 posse, Officina Zoè, Boom Da Bash, Crifiu, Alessia Tondo, Aban sono solo alcuni dei nomi che si possono leggere scorrendo la lunga lista di cantanti, dj, producer, attori, attrici, band, poeti, operatori della cultura e dello spettacolo, associazioni, radio e festival che hanno firmato contro la realizzazione del gasdotto. Tanti, tantissimi ma mancano i volti più noti e amati del Salento: Alessandra Amoroso e Emma Marrone, in primis.
  
Il silenzio è ancora più assordante perché, in passato e in altre occasioni 'simili', queste artiste hanno espresso la loro opinione, pro o contro che sia, si sono spese a difendere la loro terra che dichiarano di amare. Questa volta hanno scelto la strada del silenzio, un silenzio che, forse, chi le segue da sempre non si aspettava.
  
Giuliano Sangiorgi, invece, qualche giorno fa ha pubblicato sul suo profilo facebook una serie di foto di alberi di ulivo con un nome... "l'unico modo possibile per trattare la natura è quello assolutamente umano. Sono alberi con un nome, coste con una vita, terra con un'anima grande, infinita!"
Non è una 'critica', ma solo la consapevolezza che se realmente l'intento è quello di fermare la realizzazione del gasdotto - che si farà salvo improbabili colpi di scena - forse l'unica strada da seguire è quella che hanno intrapreso i No Tap: dell'unione che fa la forza. 

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