​NoTap, annullato il concerto del Primo Maggio a Martano. La protesta troverÓ altre vie

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La tensione intorno al gasdotto ha spinto gli organizzatori del concerto No Tap del primo maggio ad annullare l'evento, con la promessa di restituire i soldi raccolti e continuare a opporsi alla realizzazione dell?opera anche in futuro.


Gli alberi d'ulivo trasferiti da Tap
Gli alberi d'ulivo trasferiti da Tap

Martano. Nessuna tregua: gli animi si infiammano ancor di più quando ad alimentare il fuoco delle polemiche è il gasdotto della Trans Adriatic Pipeline che ha deciso di traghettare il gas dell’Azerbaijan in Europa passando dalla bellissima spiaggia di San Basilio. Il fuoco incrociato tra la multinazionale svizzera e i manifestanti che si oppongono alla realizzazione dell’opera considerata strategica non accenna a placarsi. Dopo il blitz ‘a sorpresa’ per salvare gli ultimi ulivi rimasti nel cantiere, questa mattina un gruppo di NoTap si è dato appuntamento in viale XXV Luglio, per ribadire le ragioni del no e difendere il territorio che, a detta degli attivisti, sarebbe stato svenduto.
  
Tap, dal canto suo, continua a puntare il dito contro il “popolo del presidio” accusandolo di aver impedito ad una autobotte di raggiungere il cantiere, dove saranno avviati i lavori del microtunnel, privando così agli ulivi messi provvisoriamente in sicurezza nel sito della necessaria acqua: «Ai manifestanti delle piante di ulivo non importa assolutamente nulla» tuonano.  
  
Insomma, la tensione è altissima, resta altissima per questo il coordinamento Primo Maggio No Tap ha deciso di annullare il concerto in programma a Martano. In lungo post su facebook, gli organizzatori provano a spiegare le ragioni che li hanno spinti a prendere questa decisione. «L’evento del Primo Maggio No Tap – si legge – è diventato insostenibile politicamente. Abbiamo lavorato tanto, ci abbiamo creduto fino all’ultimo, ma dobbiamo necessariamente preservare le ragioni della lotta e tutti quelli che ci hanno messo la faccia e il loro sostegno».
  
«Abbiamo lottato contro il tempo. Abbiamo superato con grandi difficoltà ostacoli che apparivano insormontabili: quelli che pensavano che il palco del primo maggio fosse la propria vetrina elettorale; quelli che volevano fare business; quelli che non ritengono l’arte e la musica strumenti di lotta. Abbiamo dovuto fare i conti con le esigue risorse economiche raccolte. E lottiamo – continuano – contro quelli che ritengono il coordinamento, dopo i fatti accaduti la scorsa notte, complice di Tap, prefettura e forze dell'ordine perché ritenevamo, a maggior ragione dopo quanto accaduto, fosse ancor più necessario far cantare il palco del Primo Maggio No Tap per gridare il nostro dissenso».
  
Poi la lunga sfilza di ringraziamenti e la promessa di continuare a urlare attraverso l’arte e la musica “NO TAP”. Il coordinamento restituirà ai donatori i soldi raccolti nella campagna di crowdfunding.

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