Si è aperta la 43ma edizione del Festival della Valle d'Itria. Ieri la prima con l'Orlando Furioso

Ha preso il via ieri e proseguirà fino al 4 agosto a Martina Franca la rassegna teatrale. Tantissime le opere che andranno in scena. L'evento del 2017 dedicato alla memoria di Rodolfo Celletti storico direttore artistico della rassegna.


Un momento dell'opera che ha inaugurato il Festival della Valle d'Itria
Un momento dell'opera che ha inaugurato il Festival della Valle d'Itria

Martina franca. Leccenews24 alla prima del Festival della Valle d’Itria 2017.  La 43° edizione è dedicata a Rodolfo Celletti, lo storico direttore artistico della rassegna, nel centenario della nascita, la cui figura sarà approfondita in un convegno il 28 e il 29 luglio, nell’Auditorium della Fondazione Paolo Grassi a Martina Franca dal titolo "Rodolfo Celletti - Maestro di scrittura e (censore) di voci", affidato al coordinamento di Angelo Foletto, con la partecipazione di studiosi, musicologi e operatori del mondo teatrale e musicale italiano. Allo studioso si deve l'intuizione su cui si basano, ancora oggi, le scelte culturali e artistiche di un festival fedelmente impegnato in percorsi di ricerca e di approfondimento sul Belcanto italiano, come afferma il direttore della manifestazione Alberto Triola.
  
Il fil rouge della rassegna è la tradizione belcantistica italiana che dal recitar cantandosi spinge al ‘900. Le opere in cartellone abbracciano una cronologia dal 1608 al 1918, da Monteverdi a Puccini. Per l’inaugurazione è stata scelta la nuovissima coproduzione con la Fenice di Venezia: l’”Orlandofurioso” di Antonio Vivaldi, datato 1727, il cui soggetto è naturalmente tratto dal capolavoro di Ludovico Ariosto, di cui lo scorso anno si è celebrato il mezzo millennio di storia.
  
Diego Fasolisdirettore a capo del suo complesso stabile, I Barocchisti, tra le compagini più ammirate per le esecuzioni del repertorio barocco; regia Fabio Ceresa - "best youngdirector" agli Opera Awards 2016 di Londra, scenografo Massimo Checchetto e costumista Giuseppe Palella, disegno luci di Giuseppe Calabrò.
  
Il cast è composto dalla stellare Sonia Prina nel ruolo eponimo e Lucia Cirillo e Riccardo Novaro, tutti esperti interpreti del repertorio settecentesco. Da segnalare il debutto nel ruolo di Angelica di Michela Antenucci, preparatasi all'Accademia “Celletti”.A dirigere il coro barocco del Festival della Valle d’Itria, il M° Ferdinando Sulla.
  
Di Monteverdi (a 450 anni dalla nascita) sarà eseguita una selezione dall'”Ottavo Libro dei Madrigali”. Con il “Ballo delle Ingrate” - singolare forma di balletto semidrammatico rappresentato per la prima volta a Mantova il 4 giugno 1608, in occasione delle feste per le nozze di Francesco Gonzaga e Margherita di Savoia-sarà eseguitolo splendido “Lamento della Ninfa”, oltre al gioiello “Horche'l ciel e la terra”, sonetto tratto dal Canzoniere di Francesco Petrarca. La guida musicale è naturalmente nelle mani del musicista in residence del festival per il repertorio barocco, Antonio Greco, a capo dell'Ensemble barocco del Festival; regia di Giacomo Ferraù - e alla sua compagnia teatrale, Eco di Fondo sarà affidata la parte visuale dello spettacolo, in cui l'elemento coreografico - affidato a Riccardo Olivier - avrà naturalmente grande rilievo. Le scene sono di Alessia Colosso, i costumi di Sara Marcuccie le luci di Luciano Almerighi.
  
Ai giovani dell'Accademia del Belcanto è stata affidata un'opera giovanile di Verdi, “Un giorno di regno”, del 1840, ovvero “Il finto Stanislao”, seconda opera di Verdi e la sua prima opera comica, ancora poco eseguito e da sempre valutato con il condizionante limite di diversi pregiudizi, fin dalla sua prima rappresentazione, avvenuta nel 1840 al Teatro alla Scala. Il progetto viene realizzato grazie a una coproduzione con la Fondazione Paolo Grassi, con il contributo della Fondazione Puglia e in collaborazione con l'Accademia delle Belle Arti di Bari. Il direttore sarà Sesto Quatrini, e la messa in scena sarà di Stefania Bonfadelli, ormai di casa a Martina Franca sia come cantante sia come docente dell'Accademia del Belcanto, che attualizzerà la regia dell’opera in chiave contemporanea. Nel ruolo del Cavalier Belfiore debutta a Martina Franca il baritono Vito Priante, mentre il ruolo di Edoardo di Sanval è affidato a Ivan AyonRivas.
  
Puccini chiuderà cronologicamente con “Gianni Schicchi” del 1918 genere. Il capolavoro comico pucciniano vedrà protagonista un beniamino del pubblico del festival, Domenico Colaianni, insieme ai giovani artisti dell'Accademia del Belcanto, eseguito in versione cameristica nella cornice intima del Chiostro di San Domenico, con la parte teatrale affidata all'estro del giovane regista Davide GarattiniRaimondi, con i costumi di Giada Masi. Alla guida dell'Orchestra ICO della Magna Grecia di Taranto il giovane tedesco NikolasNägele.
  
Fabio Luisi porterà “Margherita d'Anjou”di Meyerbeer melodramma semiserio di Felice Romani del 1820.
  
Per questo Meyerbeer torna a Martina Franca il talento di Alessandro Talevi. Il regista sudafricano legge la regalità di Margherita in chiave contemporanea, trasformandola in una diva del regno del fashion. Madeleine Boyd firma scene e costumi dello spettacolo, Giuseppe Calabrò le luci.
  
Fedele alla propria tradizione di vetrina per giovani emergenti, anche in questa occasione il Festival dà fiducia ad alcuni nomi dell'ultima generazione, di solidissima formazione e indiscutibile carisma scenico. Giulia de Blasis, Gaia Petrone e Laurence Meikle, usciti negli scorsi anni dai corsi di perfezionamento dell'Accademia“Celletti”, saranno rispettivamente Margherita, Isaura e Glocester. Marco Filippo Romano, tra i migliori buffi della nuova leva, vesterà i panni di Michele Gaumotte e Anton Rositskiy quelli del Duca di Lavarenne.
  
L'Opera in masseria Martina Franca torna al repertorio della scuola pugliese-napoletana, con un'opera comica di Niccolò Piccinni “Le donne vendicate” opera buffa di Carlo Goldoni, di particolare valore musicale e drammaturgico. Il giovane direttore Ferdinando Sulla ne curerà la parte musicale, mentre il progetto registico sarà firmato da Giorgio Sangati. Nei quattro ruoli previsti da Goldoni si esibiranno tre giovani artisti dell'Accademia “Celletti” e un giovane e assai promettente tenore, originario di Martina Franca e attualmente in forza all'Accademia del Maggio Musicale Fiorentino, il ventenne Manuel Amati. Le scene dello spettacolo sono di Alberto Nonnato, mentre i costumi saranno di Gianluca Sbicca, ispirati agli anni della bélle epoque. Nei quattro ruoli previsti da Goldoni si esibiranno tre giovani artisti dell'Accademia “Celletti” e un giovane e assai promettente tenore, originario di Martina Franca e attualmente in forza all'Accademia del Maggio Musicale Fiorentino, il ventenne Manuel Amati. Le scene dello spettacolo sono di Alberto Nonnato, mentre i costumi di Gianluca Sbicca, ispirati agli anni della bélleepoque, sono realizzati attingendo al patrimonio del Piccolo Teatro di Milano, con cui il Festival e la Fondazione Paolo Grassi sono in procinto di siglare una prestigiosa e molto attesa collaborazione, nell'anno del settantesimo anniversario del primo teatro stabile italiano e nel nome di Paolo Grassi, tra i padri spirituali del Festival.
  
Il cartellone 2017 si arricchisce di una straordinaria serata di musica vivaldiana, affidata a I Barocchisti di Diego Fasolis, che eseguiranno Le quattro stagioni, con il violino solista di Duilio Galfetti, oltre ad arie e duetti del catalogo del Prete Rosso. Nel corso della serata verrà assegnato il Premio Celletti 2017 al tenore Ramon Vargas.
  
Il popolare Concerto per lo Spirito nella Basilica di San Martino sarà diretto dal giovane tarantino, di formazione nordeuropea, Vincenzo Milletarì, con un programma Porpora/Haydn/Mozart accostato al Requiem per archi di Takemitsu, affidato ai musicisti dell'Orchestra ICO della Magna Grecia, che sarà poi replicato a Matera, Capitale Europea della Cultura 2019.
  
L'atteso Concerto Sinfonico a Palazzo Ducale vedrà impegnata come di consueto l'Orchestra Internazionale d'Italia diretta da Alvise Casellati, in un programma tutto tricolore, di composita fattura: nella prima parte, in prima esecuzione italiana, I  gnostr, del giovane nocese Domenico Turi e il concerto"Piccolo mondo antico" di Nino Rota, con il pianoforte di Alessandro Taverna; nella seconda parte la Sinfonia in Mi minore di Alberto Franchetti, di assai rara esecuzione.
  
Per Festival Junior, è stato scelto un adattamento del capolavoro comico di Puccini, ideato da Davide GarattiniRaimondi: C'era una volta... Gianni Schicchi! affidato alle cure musicali di Angela Lacarbonara, preparatrice del coro di voci bianche, e di Vincenzo Rana.
  
Oltre alla storica compagine del Festival, l'Orchestra Internazionale d'Italia,  coro residente torna a essere quello del Teatro Municipale di Piacenza, diretto da Corrado Casati: si esibirà in Un giorno di regno e Margherita d'Anjou. Torna la compagnia Eco di Fondo di performers e danzatori di Fattoria Vittadini impegnati pressoché in tutte le opere del Festival, e con maggiore incisività in quelle di Vivaldi, Monteverdi e Meyerbeer.
 
I consueti appuntamenti di Fuori orario e la mostra documentaria "Amore e Marte - arte, immagini, visioni dalla Magna Grecia al Rinascimento" suggellano la composita e ricchissima offerta di questa 43ª edizionedel Festival.

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