A San Francesco della Scarpa una retrospettiva su Edoardo De Candia, il 10 luglio l'inaugurazione

La mostra sarÓ ospitata nella chiesa del capoluogo. Oggi la presentazione. L'intento della retrospettiva Ŕ quello ricostruire il percorso dell'artista salentino proponendo una nuova interpretazione.


Un momento della presentazione
Un momento della presentazione

Lecce. “La retrospettiva su Edoardo De Candia, come quella su Leandro, è frutto di un importante sforzo critico e curatoriale, […] che sottrae le istituzioni culturali all’incertezza e alla precarietà in cui le aveva gettate la riforma delle Province e le pone in una prospettiva di rilancio affidata a una nuova intesa istituzionale tra Regione, Province, Comuni”.
  
Così ha esordito Luigi De Luca, nuovo Direttore Polo Bibliomuseale del Salento, durante la conferenza stampa che prelude all’inaugurazione il 10 luglio della mostra Edoardo De Candia. Amo. Odio. Oro a cura di Lorenzo Madaro e Brizia Minerva, nella Chiesa di San Francesco della Scarpa a Lecce.
  
La prima retrospettiva dedicata ad Edoardo De Candia, è promossa e finanziata dalla Regione Puglia (Fondo Speciale per la Cultura e il Patrimonio culturale), in collaborazione con la Provincia di Lecce, il Teatro Pubblico Pugliese, l l’Istituto di Culture Mediterranee, il Museo Sigismondo Castromediano, Apulia Film Commission.
  
Alla presentazione sono intervenuti l’assessore regionale all’Industria turistica e culturale Loredana Capone, il presidente della Provincia Antonio Gabellone, la Soprintendente delle Province di Lecce, Brindisi e Taranto Maria Piccarreta, la consigliera provinciale Simona Manca, il direttore del Polo Bibliomuseale del Salento Luigi De Luca, il presidente del Teatro Pubblico Pugliese Carmelo Grassi, Mauro Marino del Fondo Verri. 
  
Una sinergia palpabile sia nella scelta dell’artista, noto e ricordato da moltissimi leccesi e salentini, sia nella scelta del luogo dell’esposizione, il cuore dell’incontro di tanti giovani, il complesso del Convitto Palmieri da cui partirà la sfida per trasformare la movida serale in movida culturale. AMO. ODIO. ORO è la sintesi della parabola artistica che ci lascia in eredità Edoardo De Candia, un uomo la cui biografia è intrecciata strettamente alla suo gesto artistico, un artista controverso, discusso, giudicato, travisato, da un atteggiamento pregiudiziale, salvo poi rivalutarlo alla luce della sua enorme sensibilità che lo colloca al livello delle grandi esperienze espressive.
  
L’intento della mostra è ricostruire il percorso dell’artista salentino proponendo una nuova interpretazione. Oltre cento opere in mostra, tempere su carta, tele, acquerelli, disegni a china e tecniche miste, fino al nucleo prezioso e inedito di disegni erotici, per ripercorrere il processo creativo di De Candia attraverso uno sguardo trasversale idealmente connesso alle tre dimensioni emotive che ne hanno contraddistinto vita e arte: appunto AMO, ODIO, ORO. In mostra anche documenti, foto inedite e progetti editoriali dedicati all'artista, che ne ricostruiscono la vicenda biografica. Il catalogo, pubblicato in occasione della mostra approfondisce la fortuna critica, i momenti fondanti della sua indagine e le prospettive legate alla sua valorizzazione, lontano dagli stereotipi che hanno sempre contraddistinto le letture della sua Opera.
  
“Il cavaliere senza terra”, come lo definiva l’amico Antonio Verri, amava profondamente le sue strade al punto da ‘camminarle’ per giorni, mesi interi: l’attesa all’uscita delle scuole per riempire di caramelle le tasche dei bambini, la processione dei Bar, le lunghe passeggiate a San Cataldo, i bagni invernali, l’odore dei pini, degli eucalipti, del rosmarino, del mirto. Per molti Edoardo De Candia era lo scemo del villaggio, per altri, da Ercole Pignatelli a Tonino Caputo, Ugo Tapparini, Carmelo Bene, Rina Durante, era il Matisse salentino. E i suoi camminamenti saranno una delle tante iniziative a corollario della retrospettiva.Tre passeggiate, o ‘inseguimenti’, organizzate daMauro Marino e dal Fondo Verri per ripercorrere le strade della sua “solitaria” passeggiata, i luoghi del suo “ciondolare” disincantato e irriverente.
  
La prima, in occasione dell’inaugurazione della mostra, ricorderà il venticinquesimo anniversario della scomparsa del pittore avvenuta il 6 luglio del 1992. Si partirà da Porta Rudiae, alle 19.00, (luogo prossimo alla casa dell’artista in via Monte Sabotino), per proseguire lungo Via Libertini e Corso Vittorio Emanuele (le strade del suo “ciondolare” con il rotolo di cartoncini dipinti sotto il braccio), con soste nei pressi di Piazza Duomo (dove alcune fotografie di Francesco Porpora lo ritraggono intento a dar da mangiare ai piccioni) e del Bar Martinica, luogo ospitale, gradito da Edoardo, che da anni espone, sempre sulla stessa parete, un’opera scelta tra quelle di una particolarissima collezione privata.
  
La passeggiata si protrarrà verso Piazza Sant’Oronzo per poi raggiungere il Complesso di San Francesco della Scarpa. Il cammino sarà animato dal racconto della personalità di Edoardo. Una drammaturgia costruita riattraversando i testi a lui dedicati da Antonio Massari, Antonio Verri, Maurizio Nocera, Ennio Bonea, Aldo Bello letti dall’attore Piero Rapanà accompagnato dalla testimonianze di Maurizio Nocera e dal sax di Roberto Gagliardi. Ad accogliere il pubblico all’ingresso della mostra sarà, invece, la voce dell’attrice Angela De Gaetano che interpreterà le “lettere della mancanza” di Jeanne Maigre a Edoardo De Candia.
  
Il contrappunto maschile (questa volta è Edoardo che parla) sarà ancora affidato alla voce di Piero Rapanà. Il dialogo sarà chiuso dal concerto del trio Canvas con il pianoforte di Giuseppe Magagnino, la voce di Serena Spedicato, l’oboe di Francesco Porpora in un gioco di allusioni e richiami che abbraccia il jazz e la canzone d'autore, sonorità classiche e improvvisazione per rendere omaggio alla “fiaba” terrena di Edoardo De Candia. La seconda passeggiata (sabato 12 agosto), dedicata alle parole di Edoardo De Candia con una drammaturgia tratta dall’intervista a Edoardo realizzata da Silvia Mangia nel 1984 e da testi tratti dalla cartella edita da Maurizio Nocera e Antonio Verri, sarà ambientata a San Cataldo mentre la terza (venerdì 29 settembre) si snoderà per le strade di Lecce con una conversazione sulla “Filosofia del camminare”.
  
L’opening è fissato per lunedì 10 luglio alle 20.30 e resterà aperta fino al 30 settembre.
  
La mostra sarà visitabile dal 10 luglio - 30 settembre 201
  
Orari d’apertura: tutti i giorni dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 18.00 alle 22.00.

  

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