Contributi dai collaboratori per 'comprare' favori dal Ministero: le intercettazioni su 'L'affaire Antiracket'

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Maria Antonietta Gualtieri, deus ex machina della presunta maxi truffa con i fondi statali, risponde dell'ipotesi di reato di millantato credito. Assieme al figlio Stefano Laudisa e a Serena Politi, sua stretta collaboratrice.


Lo sportello anti racket - usura di Lecce
Lo sportello anti racket - usura di Lecce

Lecce. La Presidente dell'Antiracket Salento avrebbe preteso dai collaboratori, contributi mensili per "comprare" favori dal Ministero.
  
Gli inquirenti hanno raccolto le dichiarazioni di alcuni indagati e una serie di intercettazioni ambientali e telefoniche a sostegno di tale tesi. Per questo motivo, Maria Antonietta Gualtieri, deus ex machina della presunta maxi truffa con i fondi statali destinati alle sedi salentini dell'Antiracket, risponde dell'ipotesi di reato di millantato credito. Assieme al figlio  Stefano Laudisa, indicato fittiziamente quale componente della segreteria tecnica di Lecce e Serena Politi, sua stretta collaboratrice.
  
Secondo l'accusa, questi ultimi due, a partire dal dicembre del 2013 e fino a settembre del 2015, si facevano consegnare prima la  somma di 20, poi di 50 ed infine di 100 euro ogni mese da ciascun collaboratore dell'ufficio. II pretesto avanzato dalla Gualtieri era di mantenere le amicizie a Roma con dei "regalini". Dunque, comprare i favori e remunerare i funzionari dell'Ufficio Commissario Straordinario del Governo.
  
Una conferma dell'elargizione di tali somme, viene dalla stessa Gualtieri che nel corso di una conversazione telefonica con il figlio Marco Fasiello afferma, in relazione al ritrovamento della microcamera nel suo ufficio, "i soldi in contanti che potevano girare erano quelli dei contributi che raccoglievamo ogni mese".
  
Un ulteriore riscontro arriva nel corso di alcune intercettazioni audio-video in cui Politi e Gualtieri fanno riferimento a tale contributo e quest'ultima si accerta che sia stata corrisposta da tutti i collaboratori. La Presidente dell'Antiracket in un occasione, consegna alla Politi le chiavi della cassaforte, dalla quale ella prende una busta di carta che porta alla Gualtieri. Quest'ultima estrae dei soldi che unisce a quelli che gli ha dato in precedenza Serena Politi (denaro consegnatole dai collaboratori), li mette nella stessa busta e la fa riporre nella cassaforte.

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