​Vicesindaco eletto con i voti della Scu, il Comune di Parabita sciolto per infiltrazioni mafiose

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ll Consiglio dei ministri ha deliberato lo scioglimento per infiltrazioni del consiglio comunale di Parabita. Ora si attende la nomina di un commissario da parte del Prefetto di Lecce, Claudio Palomba.


Un'auto dei Carabinieri
Un'auto dei Carabinieri

Parabita. La decisione del Consiglio dei Ministri che ha deliberato per lo scioglimento del consiglio comunale di Parabita per “infiltrazioni da parte della criminalità organizzata” è solo l’ultimo capitolo dello stretto legame tra mafia e politica, un intreccio che, come un’ombra, aleggiava sulla cittadina. La delibera è stata adottata su proposta del ministro dell'Interno, Marco Minniti. 
  
Per capire come si sia arrivati a questa scelta tocca fare un passo indietro e tornare a dicembre di due anni fa, quando un’operazione della DDA di Lecce denominata ‘Coltura’ portò all’arresto di 22 persone, tra cui Giuseppe Provenzano, all’epoca dei fatti vicesindaco e assessore con delega allo Sport. L’indagine – che aveva decapitato il ‘clan Giannelli’ – si sarebbe dovuta chiamare ‘Santo in Paradiso’ come Provenzano stesso si era definito nel corso di un’intercettazione.  Il Vicesindaco, infatti, si sarebbe adirato di fronte al rifiuto di un affiliato del gruppo criminale di non procacciare più i voti in vista delle elezioni amministrative del 2015 e per tutta risposta avrebbe, a sua volta, minacciato di non essere più "il santo in paradiso". 
  
L’uomo fu accusato di concorso esterno in associazione mafiosa. Provenzano si sarebbe interessato a far assumere alcuni sodali del clan, o loro congiunti, come operatori ecologici nell’impresa di raccolta di rifiuti che opera in quel comune. Non solo, avrebbe contribuito a rimpinguare le casse del clan con versamenti periodici, in cambio del sostegno nelle elezioni amministrative del maggio 2015. Con quei soldi, ad esempio, venivano pagati i viaggi ai familiari per andare a trovare i propri cari detenuti in carcere. 
  
Da allora, sul comune di Parabita si erano accesi i riflettori della Prefettura di Lecce che aveva nominato una commissione per far luce proprio sui presunti intrecci tra gli esponenti della criminalità e i politici locali.
  
«Eravamo di fronte ad un'amministrazione senza spinta e mordente e con molte ombre - ha dichiarato l'architetto Cosimo De Luca, coordinatore cittadino di Area Popolare - a pagare per questa situazione di stallo sono stati i cittadini. Per questo - conclude - tocca andare al voto presto e dare di nuovo la possibilità agli abitanti di Parabita di dire la loro»
Per ora si attende la nomina di un commissario da parte del Prefetto, Claudio Palomba.
 

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