Masseria occupata, Luigi Marzo 'I rom mi hanno chiesto di dimostrargli che fossi il proprietario. È assurdo' | VIDEO

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Il pensionato 76enne ha raccontato ai microfoni di Leccenews24 l'odissea che sta vivendo da quando ha ereditato dalla sorella la masseria occupata da famiglie rom. 'Nessuno ha fatto mai nulla' ha dichiarato


Il pensionato 76enne a cui è stata occupata la masseria
Il pensionato 76enne a cui è stata occupata la masseria

San Pietro in lama. La disperata richiesta di aiuto di Luigi Marzo non è rimasta inascoltata. Sulla vicenda si sono accesi i riflettori della stampa locale e nazionale che si sono schierati accanto al pensionato 76enne di San Pietro in Lama che ha ereditato dalla sorella una masseria, ma non può metterci piede perché è occupata da famiglie rom. Circa 20 persone tra cui anche bambini piccoli vivono nello stabile come se fosse di loro proprietà e non hanno intenzione di andar via. C’è stato un periodo in cui erano addirittura cinquanta, ha confidato ai microfoni di Leccenews24. Tutti sapevano, insomma, ma nessuno ha fatto nulla, mentre gli ospiti indesiderati stanno distruggendo tutto, dall’abitazione ai capannoni.
  
«Chi mi risarcirà i danni subiti? Sempre che io riesca a mandarli via» si domanda il pensionato mentre ci racconta lo spettacolo indecoroso e al limite della decenza che si è aperto davanti ai suoi occhi quando, dopo mesi di tentativi vani, è riuscito ad entrare nell’immobile: «C’erano rifiuti ed escrementi ovunque, carne appesa ad un filo ad essiccare e un odore nauseabondo, tant’è che sono dovuto andare via prima di sentirmi male».  Non solo, sembrerebbe che un gruppo di donne gli abbia chiesto di dimostrare che fosse realmente il proprietario «Ho pagato 20mila euro di successione – ha detto – solo quando la masseria è stata formalmente mia ho iniziato a pretendere quello che mi spetta. È assurdo che devo essere io a provare di avere il diritto di entrarci».
  
Quella di far diventare la storia di dominio pubblico è stata l’ultima ratio per il 76enne. «Ero solo, abbandonato da tutti» ha dichiarato ormai scoraggiato dopo i mille tentativi di mandar via i rom, utilizzando tutte le strade conosciute. Si è rivolto alle forze dell’ordine, alle istituzioni, a chiunque ma quella masseria nelle campagne di Lecce, sulla strada che da Villa Convento conduce a Novoli continua ad essere terra di nessuno.
  
La cosa che più fa riflettere, come raccontato da Marzo, è che le sue ‘denunce’ sono rimaste chiuse in un cassetto come se non avessero importanza, ma quando si è trattato di verificare come mai alcuni pali della luce sulla tangenziale fossero ‘misteriosamente’ spenti tutti si sono preoccupati, perché lo segnalava Anas, di controllare  il vicino accampamento abusivo. Eppure si tratterrebbe degli stessi rom e uno dei casolari trasformati in abitazione sarebbe proprio quello del 76enne di San Pietro in Lama. 
Nel pomeriggio la troupe di leccenews24.it si è recata sul posto. Ecco ciò che abbiamo visto.



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